Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran di ferma condanna della decisione dei Ministri degli Esteri
Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran di ferma condanna della decisione dei Ministri degli Esteri dell’Unione Europea riguardo alle Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran
29 gennaio 2026
Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran considera la decisione illegittima, ingiustificata e ipocrita dei Ministri degli Esteri dell’Unione Europea, volta a formulare accuse prive di qualsiasi fondamento contro la Repubblica Islamica dell’Iran e ad apporre un’etichetta al glorioso Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), come un’azione diretta contro l’intera nazione iraniana e la condanna nei termini più duri.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, quale parte integrante delle forze armate ufficiali della Repubblica Islamica dell’Iran, in conformità con la Costituzione del Paese, ha svolto un ruolo senza pari e motivo di orgoglio nella salvaguardia della sovranità e della sicurezza nazionale dell’Iran, nella tutela della stabilità regionale e nel contrasto al terrorismo, incluso lo stesso terrorismo dell’ISIS, frutto delle alleanze e delle macchinazioni di alcuni Paesi europei e degli Stati Uniti.
Attribuire l’etichetta di “terroristico” a un’istituzione statale e ufficiale costituisce un precedente pericoloso, una palese violazione del principio dello Stato di diritto nelle relazioni internazionali e un’evidente inosservanza dei principi fondamentali del diritto internazionale, tra cui il rispetto della sovranità degli Stati e il divieto di ingerenza negli affari interni dei Paesi.
Questa azione provocatoria, del tutto irresponsabile e offensiva, concepita ed eseguita senza dubbio per compiacere un regime genocida e occupante e i suoi sostenitori guerrafondai negli Stati Uniti, infligge un ulteriore colpo mortale alla posizione e alla credibilità dell’Unione Europea come blocco che avrebbe potuto svolgere un ruolo costruttivo negli sviluppi internazionali, spingendo il mondo ancor più verso lillegalità e la legge della giungla.
Il termine “terrorismo”, nel suo significato più preciso, è una definizione che, alla luce della condotta delle forze militari degli Stati membri dell’Unione Europea nelle missioni illegali o simil-legali delle alleanze occidentali, tra cui la NATO, negli ultimi decenni — in particolare in Africa, Iraq e Afghanistan — e dei crimini efferati da esse commessi contro milioni di civili innocenti in queste regioni, dovrebbe essere attribuita a tali forze.
La ripugnante pretesa delle parti europee di preoccuparsi dei diritti umani degli iraniani è una grande menzogna e un’affermazione ingannevole. Le parti europee devono rispondere dei loro crimini per le gravi violazioni dei diritti umani fondamentali del popolo iraniano — sia attraverso il sostegno alla guerra imposta dal regime di Saddam Hussein contro l’Iran negli anni Ottanta, sia mediante l’imposizione di sanzioni disumane e l’applicazione delle sanzioni oppressive degli Stati Uniti negli ultimi due decenni.
Le loro affermazioni sulla “lotta contro l’impunità” rappresentano un’amara ironia; le parti europee non solo non hanno compiuto alcuno sforzo per impedire l’impunità del regime israeliano per il genocidio dei palestinesi, ma si sono sempre schierate al fianco della parte occupante e genocida e, durante l’aggressione militare del regime sionista contro l’Iran, hanno agito come suoi complici.
È evidente che la responsabilità delle conseguenze politiche, giuridiche e di sicurezza derivanti da una decisione così sconsiderata ricadrà sui responsabili politici europei, in particolare sui suoi ideatori e promotori. La Repubblica Islamica dell’Iran, ribadendo la propria determinazione a difendere la sovranità e la sicurezza nazionale contro qualsiasi ingerenza straniera e azione terroristica, adotterà tutte le misure necessarie per tutelare gli interessi e i diritti legittimi della nazione iraniana di fronte a questa decisione illegittima e anti-iraniana dell’Unione Europea.