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INTERVENTO DI S.E. MOHAMMAD REZA SABAOURI AL CONVEGNO NAZIONALE
INTERVENTO DI S.E. MOHAMMAD REZA SABAOURI AL CONVEGNO NAZIONALE “ CAPIRE L’ IRAN”
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INTERVENTO DI S.E. MOHAMMAD REZA SABAOURI AL CONVEGNO NAZIONALE “ CAPIRE L’ IRAN” Nel nome di Dio   Signore e Signori, sono profondamente onorato di avere l’opportunità di partecipare a questa autorevole assemblea di studiosi ed esperti e di poter dialogare con voi. Desidero innanzitutto esprimere il mio sincero ringraziamento agli organizzatori di questo convegno, in particolare a …… , per l’impegno profuso e per la calorosa ospitalità. L’Iran è considerato uno dei più grandi Paesi e uno dei principali centri geopolitici del mondo: una terra la cui posizione geografica privilegiata, le immense risorse energetiche, la profonda continuità storica e culturale, il capitale umano, la capacità militare e l’influenza culturale hanno da sempre attirato l’attenzione delle grandi potenze. Molte delle pressioni, delle rivalità e persino delle ostilità che negli ultimi decenni si sono manifestate nei confronti dell’Iran non possono essere spiegate soltanto alla luce delle attuali divergenze politiche; esse devono piuttosto essere comprese nel quadro della logica della  “geopolitica del potere”, della competizione per l’influenza e il controllo delle regioni strategiche del mondo, nonché dei tentativi di limitare l’indipendenza dei Paesi. L’Iran si colloca nel cuore di una regione che mette in comunicazione Asia, Europa e Africa. Questa posizione ha reso il Paese un crocevia strategico: esercitare influenza sull’Iran significa incidere direttamente sulle rotte del commercio mondiale, sui corridoi energetici e sugli equilibri di potere regionali. In questo contesto, l’energia rappresenta una delle principali ragioni dell’importanza dell’Iran negli equilibri globali. Grazie al possesso di alcune delle più grandi riserve mondiali di petrolio e gas, nonché al controllo strategico del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz — passaggio attraverso il quale transita una parte significativa dell’energia mondiale — l’Iran svolge un ruolo determinante nella sicurezza energetica internazionale. La Repubblica Islamica dell’Iran, fino alla recente aggressione, ha adempiuto alle proprie responsabilità in questo ambito, garantendo la sicurezza della navigazione e del trasporto energetico nel Golfo Persico. Qualsiasi tensione o instabilità in questa regione può avere conseguenze estese sull’economia mondiale, come voi stessi state osservando nel contesto di questa guerra ingiusta e illegittima condotta dagli Stati Uniti e dal regime sionista contro l’Iran. L’importanza dell’Iran, tuttavia, non si limita alle risorse energetiche. Anche dal punto di vista della civilizzazione, il Paese rappresenta un attore singolare nella regione. A differenza di molti Stati del Medio Oriente, i cui confini attuali sono il risultato delle evoluzioni politiche del XX secolo, l’Iran possiede un’identità storica e civile millenaria e una straordinaria continuità nella propria struttura culturale e nazionale. Proprio questa continuità storica ha conferito all’Iran una sorta di “profondità strategica culturale”, che si riflette anche nella sua politica regionale. L’influenza culturale e politica dell’Iran in diverse aree dell’Asia occidentale, del Caucaso e dell’Asia centrale ha sempre rappresentato una questione importante e sensibile per le potenze rivali. Dopo la Rivoluzione del 1979, la posizione geopolitica dell’Iran è entrata in una nuova fase. La Repubblica Islamica si è definita con il motto dell’indipendenza dai blocchi di potere mondiali e, proprio in ragione della sua volontà di emanciparsi dalle grandi potenze e dal neo-colonialismo, le relazioni tra l’Iran e numerosi Paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, sono sin da allora entrate in una fase di contrapposizione. Una contrapposizione che non aveva soltanto una dimensione ideologica, ma che era legata anche alla competizione per l’influenza politica ed economica in Medio Oriente e annientare la determinazione  dei Paesi indipendenti. Gli sviluppi degli ultimi anni hanno reso ancora più evidente l’importanza strategica dell’Iran. In un contesto internazionale in cui il mondo si sta gradualmente orientando verso un ordine multipolare e la competizione tra potenze come Cina, Russia e Stati Uniti si è intensificata, l’Iran è divenuto uno degli attori chiave di questa dinamica globale. La partecipazione dell’Iran a progetti strategici, come i corridoi di transito Nord-Sud e i programmi di collegamento tra Oriente e Occidente, potrebbe svolgere in futuro un ruolo determinante nella geopolitica e nel commercio eurasiatico. Si tratta di una prospettiva coerente non solo con gli interessi dell’Iran, ma anche con quelli dei cittadini dei Paesi asiatici ed europei. Tuttavia, sotto la guida degli Stati Uniti, sono stati creati numerosi ostacoli lungo questo percorso. L’importanza dell’Iran negli equilibri globali non dipende soltanto dalla sua posizione geografica o dalle sue risorse energetiche. Anche le risorse  umane, scientifiche, industriali e tecnologiche del Paese svolgono un ruolo essenziale nel consolidamento di questa posizione. Molti analisti ritengono che, qualora l’Iran riuscisse a coniugare le proprie capacità interne con la stabilità economica e uno sviluppo sostenibile, potrebbe trasformarsi in una delle grandi potenze mondiali. Proprio questa prospettiva è diventata una delle principali motivazioni degli sforzi compiuti da altri attori per promuovere forme di “Iranofobia”, attraverso la diffusione di immagini distorte nell’opinione pubblica internazionale e la creazione di instabilità all’interno del Paese. Le recenti ammissioni da parte di funzionari statunitensi e sionisti riguardo all’invio di armi con l’obiettivo di trasformare le proteste in Iran in episodi violenti sono ormai note a tutti. Uno degli elementi più importanti della potenza dell’Iran è rappresentato dal suo capitale umano. È proprio questa risorsa che ha consentito al Paese, a differenza di molte economie petrolifere della regione, di dipendere in misura minore dalla manodopera straniera. Tale capacità interna ha inoltre permesso all’Iran di mantenere attive numerose infrastrutture scientifiche e industriali persino negli anni delle sanzioni. Anche nel campo della scienza e della tecnologia, l’Iran ha registrato una crescita significativa negli ultimi due decenni. Il Paese occupa oggi una posizione di rilievo in diversi indicatori scientifici regionali e, in settori come la nanotecnologia, figura tra i Paesi più attivi al mondo. Tali progressi, raggiunti soprattutto in un contesto segnato dalle sanzioni, assumono una duplice rilevanza politica e geopolitica, poiché dimostrano come le capacità scientifiche e industriali dell’Iran non dipendano esclusivamente dall’estero. Anche sul piano militare e difensivo, negli ultimi anni l’Iran ha perseguito un percorso di relativa autosufficienza. Lo sviluppo dell’industria missilistica, dei droni e dei sistemi di difesa aerea ha trasformato il Paese in una delle principali potenze militari della regione. Il confronto con aggressioni, attacchi terroristici, operazioni militari e la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini e preservare l’integrità territoriale nazionale hanno rappresentato il principale motore di questi progressi. Dal punto di vista iraniano, tale capacità difensiva costituisce uno strumento di deterrenza. Negli ultimi duecento anni, l’Iran non ha mai iniziato guerre contro altri Paesi; tuttavia, negli ultimi decenni, ha cercato di rafforzare le proprie capacità difensive per contrastare in modo efficace le aggressioni subite. Anche l’economia iraniana, nonostante i problemi strutturali e le pressioni derivanti dalle sanzioni, continua a possedere enormi potenzialità. L’Iran non è soltanto un Paese ricco di petrolio: dispone infatti di vaste risorse minerarie, importanti capacità agricole, industrie diversificate e una posizione privilegiata nel sistema del transito internazionale. Il Paese può fungere da anello di collegamento tra Asia centrale, Caucaso, Golfo Persico ed Europa. Negli ultimi anni, lo sviluppo dei porti meridionali, l’espansione delle linee ferroviarie internazionali, gli investimenti nell’industria petrolchimica e l’aumento della capacità di raffinazione hanno rappresentato parte degli sforzi compiuti dall’Iran per ridurre la dipendenza dall’esportazione di materie prime e favorire un processo di industrializzazione. Parallelamente, la crescita delle imprese basate sulla conoscenza e delle startup ha dimostrato che l’economia iraniana, nonostante le pressioni esterne, mantiene un notevole potenziale nei settori della trasformazione digitale e dell’innovazione. Alla luce di tali capacità in molteplici ambiti, l’Iran può trasformarsi in una potenza indipendente e influente, ed è proprio questo uno dei motivi principali delle recenti pressioni e aggressioni guidate dagli Stati Uniti contro il Paese. Le grandi potenze sono sempre state sensibili all’emergere di attori indipendenti, soprattutto quando questi si collocano in una regione strategica come l’Asia occidentale. In effetti, il perseguimento degli interessi nazionali e della sicurezza dei cittadini, quale elemento fondamentale della politica iraniana, non è stato ritenuto dagli Stati Uniti compatibile con i propri interessi, dando così origine a diverse forme di pressione militare, politica ed economica nei confronti dell’Iran. Da questa prospettiva, contrariamente agli slogan irrealistici e alle narrazioni improntate all’“iranofobia”, le pressioni e le sanzioni imposte all’Iran non sono state motivate esclusivamente dall’intento dichiarato di contenere i programmi militari del Paese, ma anche dalla volontà di limitare la sua determinazione a mantenere un percorso indipendente e di frenare le sue potenzialità economiche, scientifiche e tecnologiche nel lungo periodo. Nonostante decenni di pressioni e sanzioni, la Repubblica Islamica dell’Iran ha continuato a perseguire una politica estera indipendente, facendo leva sulle proprie capacità geopolitiche e umane. Gli Stati Uniti e i loro alleati, malgrado le sanzioni illegittime e illegali e le numerose forme di pressione esercitate, non sono riusciti a porre il Paese sotto il proprio dominio. Per questo motivo, dopo il fallimento di tale strategia, si è passati dapprima alla guerra psicologica contro l’Iran e, successivamente, all’aggressione militare diretta. In questo quadro, negli ultimi anni, il tentativo pianificato di diffondere sentimenti e convinzioni riconducibili a una vera e propria “iranofobia”, così come la rappresentazione dell’Iran come minaccia in ragione della sua mancata subordinazione all’Occidente, sono diventati il fulcro della narrazione mediatica e delle posizioni assunte da diversi Paesi occidentali. Tale approccio si è sviluppato attraverso la costruzione dell’immagine dell’Iran quale minaccia in differenti ambiti: nucleare, missilistico e persino culturale. Di fronte alla resistenza dell’Iran alle pressioni esterne e alla sua volontà di difendere la propria indipendenza, e constatata l’inefficacia di questi strumenti, gli Stati Uniti hanno infine fatto ricorso a un’aggressione militare aperta e, nonostante l’opposizione internazionale e la palese violazione del diritto internazionale, hanno scelto un’azione militare finalizzata a piegare l’Iran e ad imporre la propria influenza. Ciò è avvenuto nonostante il fatto che, prima delle due recenti aggressioni del 2025 e del 2026, l’Iran avesse dimostrato la propria buona volontà partecipando ai negoziati; durante il pieno svolgimento delle trattative, le parti statunitense e israeliana hanno tradito il percorso diplomatico. In tali circostanze, la Repubblica Islamica dell’Iran ha proseguito la propria resistenza contro un’aggressione americano-sionista illegale e illegittima e, facendo affidamento sulla coesione interna, sulla volontà di indipendenza, sulle proprie capacità difensive e sulla posizione geopolitica del Paese, è riuscita ad imporre la sconfitta ai due governi aggressori nelle due recenti guerre. Oggi l’Iran si trova in una posizione particolare e strategicamente rilevante. La Repubblica Islamica dell’Iran, pur valorizzando le proprie capacità geopolitiche, i progressi scientifici e difensivi e il sostegno popolare, continua a ribadire la propria determinazione nel difendere gli interessi nazionali e l’indipendenza del Paese, dichiarando al contempo la disponibilità a ritornare sulla via della diplomazia per giungere a un accordo equo. Se le parti responsabili delle recenti aggressioni sapranno trarre insegnamento dai fallimenti subiti e torneranno al dialogo e al ristabilimento della pace, le capacità della Repubblica Islamica dell’Iran, oltre a servire prioritariamente gli interessi del proprio popolo, potranno contribuire a creare opportunità e benefici anche per altri Paesi.    
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